Il Castello di Fénis visto dal prato: mura merlate in pietra, torri quadrate e rotonde con tetti in lose sotto un cielo chiaro
Castello di Fénis — foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Scendendo da La Thuile verso Aosta, prima o poi lo notate: la valle è costellata di torri e manieri, uno dietro l'altro, tanto che molti parlano di via dei castelli. Vederli tutti in una settimana sarebbe una maratona poco divertente. Io ne sceglierei due, perché si completano a meraviglia: Fénis per il Medioevo, Saint-Pierre per la natura valdostana. Vanno bene in ogni stagione, e sono perfetti per quella giornata in cui il meteo non invita a salire in quota.

Fénis, il castello da libro illustrato

Fénis è, per molti, il castello valdostano per eccellenza. Sta oltre Aosta, nella media valle, e la cosa che colpisce arrivando è che non è arroccato su uno sperone come tanti altri: sorge su un leggero rialzo, senza difese naturali, perché doveva essere insieme fortezza e residenza nobiliare. Tutto il lavoro di difesa lo fanno quindi le mura, in una doppia cinta merlata collegata da un camminamento, con le torri tonde e quadrate che spuntano una dopo l'altra sopra la pianta pentagonale.

Il merito è in gran parte di Aimone di Challant, che verso la metà del Trecento aggiunse torri e mura merlate a un torrione più antico. Fu poi Bonifacio I di Challant, nel primo quarto del Quattrocento, a far decorare gli interni.

Gli affreschi, il vero motivo per entrare

Il momento che ricorderete è il cortile interno. Una scala semicircolare sale verso un grande San Giorgio che uccide il drago, e sopra corrono ballatoi di legno con saggi e profeti dipinti: reggono cartigli con proverbi e massime morali in francese antico. Fermatevi a guardarli con calma, è come leggere i consigli di seicento anni fa. Sulla parete est trovate anche l'Annunciazione e San Cristoforo, attribuiti a un pittore vicino alla scuola di Giacomo Jaquerio e databili intorno al 1425-30.

La cappella, sempre opera di maestranze vicine a Jaquerio, mostra apostoli e santi su due registri, la Crocifissione e la Vergine della Misericordia che accoglie i fedeli sotto il mantello. Tra le figure inginocchiate potrebbero esserci gli stessi Challant, forse Bonifacio in persona, con un soprabito rosso. Sul percorso vedrete anche l'armeria, il refettorio, la grande cucina e la sala di giustizia.

Una storia a lieto fine, tra l'altro. Venduto nel 1716 dai Challant, il castello decadde fino a diventare una cascina, con le stalle al piano terra e il fienile al primo piano. Lo salvò Alfredo d'Andrade, che lo acquistò nel 1895, restaurò le parti più danneggiate e lo donò allo Stato. Oggi appartiene alla Regione.

Da sapere: a Fénis si entra solo con visita guidata e a gruppi ridotti, quindi conviene prenotare online. Zaini e borse grandi non sono ammessi, e il percorso non è adatto alle sedie a rotelle. Anche a Saint-Pierre l'accesso per chi ha difficoltà motorie è limitato ad alcune sale. Giorni di apertura e modalità di visita cambiano nel corso dell'anno: controllate su lovevda.it prima di partire.

Saint-Pierre, un museo in un castello

Saint-Pierre sta sul lato opposto di Aosta, una decina di chilometri a ovest della città, quindi sulla strada di casa. Non potete sbagliare: è il castello appollaiato su uno sperone di roccia, tra vigneti e frutteti sostenuti da vecchi muretti a secco, con quattro torrette d'angolo da fiaba. Quelle torrette sono un'aggiunta ottocentesca dell'architetto Camillo Boggio, ma gli scavi archeologici hanno datato il primo insediamento attorno al IX-X secolo.

Dentro c'è il Museo regionale di Scienze naturali, intitolato al suo fondatore Efisio Noussan, tornato nel castello nel 2022 dopo quattordici anni di assenza. Le sedici sale su tre piani raccontano la natura valdostana dai vigneti del fondovalle ai ghiacciai, passando per rocce, miniere, acque, praterie e pareti rocciose.

Ai bambini piacerà la ricostruzione della foresta a grandezza naturale, con i rumori del bosco. Agli adulti, forse, la sala con gli animali storici del vecchio museo, tra cui l'ultimo orso cacciato in Valdigne, cioè proprio dalle parti di La Thuile, alla fine del Settecento. E poi c'è la marmotta del Lyskamm, trovata nel ghiacciaio nel 2022: secondo il museo è la mummia più antica rinvenuta in Italia.

Se vi resta voglia di castelli

La via dei castelli è lunga. Vicino a Saint-Pierre trovate il castello Sarriod de la Tour e, poco più verso Aosta, i castelli di Sarre e di Aymavilles. Scendendo verso la bassa valle si incontrano Châtillon con Ussel e Gamba, poi Verrès, fortezza militare del Trecento, Issogne e il Forte di Bard. Sono altre giornate, altre gite: una scusa buona per tornare.

La sera si risale a La Thuile, un'ora scarsa da Aosta. A Oasi di Relax, con il camino acceso e la cucina attrezzata, una serata in casa dopo tanta storia ha il suo perché.

Una base per scoprire la valle

Oasi di Relax è un appartamento a La Thuile per un massimo di 6 ospiti, con camino a legna e box privato per l'auto. Il soggiorno va da sabato a sabato: una settimana intera per le vostre gite.