Scaffale di legno lungo una via di Aosta con statue colorate di santi vescovi, cavallini su ruote e galli scolpiti a mano
Sculture in legno alla Fiera di Sant'Orso — foto: epanto · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Chi passa una settimana bianca a La Thuile a fine gennaio ha una fortuna che forse non conosce: può concedersi un giorno fuori dalle piste per vedere una delle cose più autentiche della Valle d'Aosta. Il 30 e il 31 gennaio di ogni anno Aosta dedica due giorni interi alla Fiera di Sant'Orso, la più importante fiera di artigianato delle Alpi. Non aspettatevi un mercatino di souvenir: qui chi vende è spesso la stessa persona che ha scolpito quel pezzo di legno durante l'inverno, e ha voglia di raccontarvelo.

Una storia che comincia dai sabot

La tradizione fa risalire la fiera all'anno Mille, ed è per questo che la chiamano la Millenaria. Le origini si mescolano con la leggenda: Sant'Orso, vissuto prima del IX secolo, avrebbe distribuito ai poveri, proprio davanti alla sua chiesa, indumenti e sabot, le tipiche calzature di legno valdostane. Le storie su di lui non concordano su tutto, e c'è chi lo vuole monaco venuto dall'Irlanda, ma i sabot sono rimasti e li trovate ancora sui banchi.

Nel Medioevo la fiera si teneva nel Borgo di Aosta, intorno alla Collegiata che porta il nome del santo. Oggi coinvolge tutto il centro, dentro e accanto alle mura romane. Vale la pena staccarsi dalla folla per dare un'occhiata alla Collegiata: è da lì che è cominciato tutto.

Cosa trovate sui banchi

Gli espositori sono più di mille, e lungo il percorso è rappresentata tutta l'attività tradizionale della valle: scultura e intaglio su legno, pietra ollare, ferro battuto, cuoio, merletti, vimini, oggetti per la casa, scale di legno, botti. C'è anche il drap, la stoffa di lana lavorata su vecchi telai di legno, che è uno di quei materiali che capite solo toccandoli.

La scultura in legno è la parte più numerosa, e la più divertente da guardare: troverete santi con il pastorale, cavallini su ruote e galli colorati, come quelli della foto. Non abbiate paura di fare domande. Lo dice lo stesso ente del turismo: gli artigiani vengono qui più per incontrare chi apprezza il loro lavoro che per fare affari, e si vede da come ve ne parlano.

In piazza Chanoux c'è poi l'Atelier, l'esposizione degli artigiani di professione, con pezzi di livello alto. E se a un certo punto avete freddo e fame, il padiglione enogastronomico in piazza Plouves è il posto giusto per assaggiare vini e prodotti tipici della valle.

La Veillà, la notte che vale il viaggio

Il momento più sentito è la notte tra il 30 e il 31, la Veillà. Le vie del centro restano illuminate e piene di gente fino all'alba, con cori che cantano, gruppi folkloristici e tanto vin brulé per scaldarsi. In quelle ore c'è poco da comprare e molto da vivere: è una festa popolare, più che una fiera, e i valdostani la sentono come una cosa loro.

Se avete bambini piccoli, o se la mattina dopo volete sciare, tenetevi il primo pomeriggio per i banchi e fermatevi solo per l'inizio della serata. Da La Thuile sono poco più di quaranta chilometri di strada: chi deve guidare al ritorno tenga conto del freddo e del possibile ghiaccio, e beva di conseguenza.

Da sapere: la fiera non ha biglietto d'ingresso, ma il centro di Aosta in quei giorni è affollatissimo. In auto usate i parcheggi assistiti alla periferia della città, segnalati lungo le strade di accesso, e collegati da navette; a fine gennaio viaggiate con dotazioni invernali. Programma, parcheggi e collegamenti si aggiornano ogni anno: controllateli su lovevda.it e sui canali ufficiali della fiera prima di partire.

Se arrivate in estate

Non siete in Valle a gennaio? La fiera ha una sorella estiva, la Foire d'été, nata nel 1969. Si tiene ad agosto per le vie del centro storico di Aosta, con circa 400 espositori, musica e animazione. Più raccolta e meno fredda, è un bell'assaggio per chi vuole portarsi a casa un pezzo di artigianato valdostano.

Il ritorno a casa, con un gallo di legno in macchina

Dopo una giornata in mezzo alla folla, il silenzio di La Thuile fa un certo effetto. A Oasi di Relax il camino a legna vi aspetta, con la legna gratuita, e il box privato tiene al riparo l'auto e gli sci per il giorno dopo. Il gallo di legno, intanto, può viaggiare con voi fino al giorno del rientro.

Fine gennaio tra piste e fiera

Oasi di Relax è a circa 5 minuti a piedi da impianti, scuola sci e noleggio, con camino a legna e box privato per auto e sci. Il soggiorno va da sabato a sabato, per un massimo di 6 ospiti.