A settembre, a La Thuile, può capitarvi di vedere gente con il pettorale e i bastoncini scendere dalla montagna con una faccia ancora fresca e allegra. Godetevela, quella faccia: hanno appena cominciato, e davanti hanno più di trecento chilometri. È il Tor des Géants, e passa proprio da qui nelle sue primissime ore. Anche se non avete mai messo un paio di scarpe da trail, vale la pena di fermarsi a guardare.
Che cos'è il Tor des Géants
La prima edizione risale al 2010 e oggi la gara si chiama anche TOR330, dal numero che la riassume: 330 chilometri con circa 24.000 metri di dislivello positivo, partenza e arrivo a Courmayeur. Si corre in un'unica tappa, con un tempo massimo di 150 ore. Niente frazioni: il cronometro non si ferma mai, e sono i concorrenti a decidere quanto e dove dormire, pochissimo in genere.
Il giro segue le due Alte Vie della Valle d'Aosta: la prima metà sull'Alta Via 2, la seconda sull'Alta Via 1, ai piedi dei grandi Quattromila delle Alpi. Attraversa 34 comuni, supera 25 colli sopra i 2.000 metri, tocca i 3.300 metri nel punto più alto e passa dal Parco nazionale del Gran Paradiso e dal Parco naturale del Mont Avic. Lungo il percorso ci sono sei basi vita, più o meno una ogni cinquanta chilometri, dove si mangia, si cambiano le scarpe e ci si riposa. I più veloci chiudono l'anello in meno di tre giorni, gli ultimi usano quasi tutte le 150 ore.
Il passaggio da La Thuile
La prima sezione è proprio quella che ci riguarda. Da Courmayeur i corridori passano da Dolonne, salgono al Col d'Arp, a 2.571 metri, e scendono nel vallone di Youlaz fino a La Thuile, a 1.435 metri. Sono circa 17 chilometri, con oltre 1.300 metri di salita e più di 1.100 di discesa: un riscaldamento, per i loro standard. A 2.045 metri, al Mayen de la Youlaz, trovano il primo punto di ristoro e di controllo della gara.
Poi si riparte in direzione La Joux, lungo il sentiero delle cascate, verso il Rifugio Deffeyes, a circa 2.500 metri, e di lì sul Passo Alto e sul Col de la Crosatie, oltre i 2.800 metri, prima di scendere a Planaval e in Valgrisenche. Vuol dire che a La Thuile li vedete passare ancora abbastanza vicini tra loro, mentre più avanti, con i giorni, il gruppo si allunga parecchio.
Come guardarla da spettatori
La partenza da Courmayeur è di solito di domenica, in due gruppi. Se volete respirare l'aria della gara, potete andarci in mattinata: da La Thuile sono una quindicina di chilometri d'auto. Il bello però è tornare in tempo per il passaggio in paese. I primi coprono la distanza in poco più di due ore, gli altri arrivano via via nelle ore successive. L'ultimo tratto prima del centro è asfaltato, quindi è facile trovare un posto lungo la strada e fare il tifo.
Se invece preferite camminare, il sentiero delle cascate da La Joux è una bella salita anche in un giorno qualunque, e chi ha buone gambe può puntare al Mayen de la Youlaz. Scarpe adatte, acqua, giacca: a settembre in quota l'aria è già fresca, e al mattino può fare proprio freddo. E se incrociate un concorrente, lasciategli strada e fategli un applauso: nessuno ve lo chiede, ma se lo sono guadagnato.
Perché settembre è un buon mese quassù
Anche togliendo la gara, settembre è un periodo piacevole per stare a La Thuile: il paese ha un ritmo tranquillo, i sentieri sono più liberi e gli alpeggi cominciano a cambiare colore. L'Alta Via 2 ha le sue indicazioni proprio dal paese, e potete percorrerne un pezzo con i vostri tempi, senza pettorale.
A Oasi di Relax il soggiorno va da sabato a sabato, quindi potete arrivare il fine settimana della partenza e avere ancora tutta la settimana davanti. Il centro del paese si raggiunge a piedi, e la sera, in giardino davanti al bosco o accanto al camino, si racconta volentieri di chi, in quel momento, sta ancora correndo da qualche parte lassù.
Settembre a La Thuile
Oasi di Relax è un appartamento al piano terra per un massimo di 6 ospiti, con il centro del paese raggiungibile a piedi, giardino privato sul bosco e box per l'auto.